Morte e Giustizia

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Sezione: Cronaca
Articolo inserito il 26 luglio 2010





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Morte e Giustizia
Venezia, 18 gen. - ´´Decorrenza dei termini di carcerazione o grazia ricevuta fanno sì che la gente, le famiglie delle vittime, qualunque cittadino onesto si senta profondamente colpito nel dover assistere a scarcerazioni dove urla e indignazione non bastano. Così come denunciato dal padre di Federica Squarise sembrerebbe che l´infame assassino della nostra ragazza tornerà libero ´´. A sottolinearlo, in una nota, e´ il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan.

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Le parole lette in questo articolo, ultimamente si stanno ripetendo spesso. Sono stati messi in libertà assassini che negli anni passati hanno ucciso. La loro pena è stata scontata, o per intero o con qualche sconto,ma il risultato è comune: libertà. A queste notizie, i familiari delle vittime insorgono, dicendo che la giustizia non sta facendo il suo normale corso, che i loro cari uccisi, in questo modo, muoiono una seconda volta. Sono familiari distrutti che si ritrovano a soffrire per una ferita mai rimarginata, ferita toccata dalle scarcerazioni degli assassini, ferite che tornano a far male ed a portare dolore. Il loro senso di giustizia non si è placato nonostante gli anni di carcere di chi ha fatto loro del male; si lamentano di un torto ricevuto da chi invece doveva garantirgli giustizia, si sentono traditi da chi avrebbe dovuto difenderli, non si sentono soddisfatti delle pene date, perché forse avrebbero voluto di più.

Questo atteggiamento, giusto o sbagliato che sia non sta a me dirlo, mi fa molto riflettere su qualcuno che ha subito la stessa ´ingiustizia´. Una ´persona´ che aveva un figlio, un solo figlio che è cresciuto lontano da lui, in un posto in cui ha fatto conoscere lui e suo padre. Un figlio che è cresciuto insieme a persone che ha aiutato, guarendoli,dando loro cibo materiale e spirituale, istruendoli. Persone che lo hanno acclamato e anche deriso. Ha vissuto con dodici uomini, tra i quali ha anche trovato degli amici, ma che poi lo hanno anche tradito e abbandonato nel momento in cui aveva più bisogno di loro. Un figlio che umilmente ha dato tutto quello che aveva a quelle persone che prima lo accoglievano con grida di gioia,e che poi, con le stesse labbra, gli hanno urlato contro con odio. Le stesse folle che lo avevano esaltato, lo hanno pure condannato. Le persone che avevano ricevuto da lui grandi cose, che gli rendevano grazie donandogli la morte. Gli avevano visto compiere grandi miracoli per salvarli dalle malattie, e adesso lo appendevano su una croce. Voci che acclamavano il suo nome, che si sono trasformate in urla di odio che chiedevano libertà per un ladro e morte per un uomo giusto, santo, senza peccato che aveva dato speranza alle folle e che aveva portato luce in un mondo di tenebre. Fino a quando quelle voci insistenti che gridavano condanna a morte divennero realtà.

Gesù venne processato, frustato, schiaffeggiato dai soldati,gli venne messa in testa una corona di spine per deriderlo, è stato costretto a portare la Sua croce per una parte del cammino fino al Golgota, straziato dai dolori fisici è andato incontro alla morte più vergognosa riservata solo ai peggiori criminali dell´epoca. Ha portato su di sé il peccato di tutta l´umanità, Lui che era Santo. Con un cuore pieno d´amore per tutti gli uomini di tutte le età, per amore di te che stai leggendo, per amore di chi sta nascendo e di chi sta morendo, per amore dell´umanità intera, ha sopportato il disprezzo, il dolore, la sofferenza, l´abbandono, le frustate, i chiodi nelle mani e, infine, la morte. Puoi immaginare Suo Padre mentre vedeva il Suo unico Figlio Gesù mentre soffriva tutte queste pene? Puoi immaginare l´amore di un Padre che vede frustare Suo Figlio? Puoi immaginare le Sue lacrime scorrere mentre sente urlare Gesù dal dolore? Puoi vederlo trattenersi dall´intervenire per salvareSuo Figlio da quella gente? Gesù, santo, innocente, puro e senza peccato,percosso e ucciso dalle persone che era venuto a salvare. Puoi immaginare il Dio Onnipotente rimanere fermo senza voler far nulla per risparmiare a Gesù quelle sofferenze?

Ecco adesso immagina se Dio avesse avuto il nostro senso di giustizia: gli stavano torturando fisicamente e psicologicamente il Suo unico Figlio, e Lui aveva tutte le armi in mano per fermare tutto e punire quegli uomini con la sola punizione che si meritavano: sofferenza e morte. Sapete cosa disse Gesù ad uno dei discepoli che, per difenderlo, prima dell´arresto, ha tagliato l´orecchio al servo del sommo sacerdote con una spada?
“Credi forse che io non potrei pregare il Padre mio che mi mandi in questo istante più di dodici legioni di angeli? ” (Per farci un´idea,dodici legioni di angeli sono un numero che va da 60 000 a 72 000, e Dio ne avrebbe potuti mandare di più, in un solo istante.)
Se la giustizia di Dio fosse stata come la nostra, credo nonavrebbe esitato a mandare tutti quegli angeli a salvare Gesù, e punire le persone che lo avevano deriso, picchiato, frustato e ucciso. Ma Dio non l´ha fatto! E sai perché? Perché non è come noi, perché la Sua giustizia, non è la nostra, perché è stato fermato dall´amore per te e per me!

 Dio ha mostrato la Sua giustizia, tramite la morte di Gesù sulla croce, volendo che una sola persona, giusta e santa, potesse prendere su di sé il peccato dell´intera umanità. La giustizia di Dio avrebbe portato ognuno di noi alla morte per le nostre trasgressioni, per i nostri peccati. Ma Dio, nel Suo infinito amore, ha deciso di soddisfare la Sua giustizia sacrificando Gesù. Lui avrebbe preso tutti i peccati dell´intera umanità su di Sé, e li avrebbe inchiodati alla croce. La giustizia di Dio si compie quindi non come quella dell´uomo, punendo chi ha ucciso Suo Figlio, non mandando migliaia di angeli a salvarlo, non accanendosi contro di loro mentre facevano soffrire Gesù; ma si dimostra mandando a morire una persona giusta al posto di miliardi di persone malvagie.
Dio ha voluto dare una possibilità ad ogni uomo: la possibilità di essere salvato. Sì, perché viviamo tutti in attesa del giudizio,a cui non potremmo resistere, e durante la quale saremmo tutti considerati colpevoli e, come tali, condannati alle fiamme eterne dell´inferno. Ma a Dio è piaciuto di sacrificare Gesù al posto nostro,
´affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna ´Giovanni 3:16

Dio ti sta dando una possibilità, la Sua giustizia è perfettamente adempiuta nella morte di Gesù, non devi fare altro che rispondere al Suo invito: vuoi accettare il Mio perdono per tutti i tuoi peccati e diventare Mio figlio? Non devi far altro che rispondere sì o no. Se la tua risposta sarà affermativa, allora non vivrai più in attesa del giudizio e della condanna certa, ma vivrai in attesa della vita eterna alla presenza di Dio, nel paradiso. Se dici no, o se non rispondi, rimanendo indifferente alla Sua domanda, allora vivrai in attesa del giudizio giusto di Dio, e in attesa della condanna eterna alle fiamme dell´inferno.
 
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