
Ormai noi tifosi di calcio siamo abituati a sopportare facilmente il tesseramento in altri club dei nostri beniamini. Esigenze di crescita professionale, ingaggi da capogiro, incomprensioni col mister o forse con la tifoseria troppo esigente… sono spesso queste le motivazioni cavalcate per decidere di cambiare aria e così indossare una nuova maglia, magari anche nel bel mezzo della stagione agonistica. Tanto noi tifosi dobbiamo solo farcene una ragione. Devo star tranquillo, non posso in nessun modo riavere il centravanti goleador ancora nella mia squadra. Che nervi vederlo scendere in campo magari proprio contro di noi, e pensare che solo il mese scorso segnava gol rendendomi euforico!
E’ naturale per calciatori professionisti sperare di andare a giocare in club blasonati, ed è ovvio che non basta solo indossare la nuova casacca con colori diversi per convincersi di poter scendere in campo con la squadra più forte del campionato. Piuttosto bisogna impegnarsi duramente, con costanza, con spirito di sacrificio. Bisogna così sperare che il nuovo club, possibilmente più forte, acquisti il nostro tesserino e proceda con una prassi di registrazione ben definita presso gli uffici della Federazione nazionale.
Chi di noi non ricorda quanto era emozionante da bimbi indossare la maglia della nostra squadra del cuore? Ma questo non ci rendeva certo calciatori tesserati a tutti gli effetti! Sognavamo di calcare le scene internazionali di quella che era una volta la Coppa dei Campioni, ma attorno a noi anziché migliaia di tifosi eccitati ci scrutavano al massimo gli sguardi incuriositi dei fratelli dei nostri compagni di squadra; anziché stadi da sogno calpestavamo al massimo ciuffi d’erba secca e zolle poco compatte di terra nei parchetti sotto casa.
…Così nella vita può capitare di indossare la maglia della generosità, pur continuando ad avere inclinazioni egoistiche ; può capitare di indossare la maglia della brava persona, riuscendo solo a tratti ad esserlo, o addirittura può capitare di essere orgogliosi di indossare la tenuta dai bei colori del religioso, magari senza conoscere quel Dio in cui tanto diciamo di credere. Forse crediamo semplicemente alla sua esistenza. Indossare la maglietta del religioso non ti porterà ad un cambiamento interiore, non puoi pensare di essere un cristiano semplicemente perché vivi in un Paese con tradizioni religiose. Vuoi farti sconvolgere in modo autentico da Dio o ti accontenterai di indossare la maglia della religiosità?
Beh, non volevo dirlo…potremmo tifare per squadre diverse. Da piccolo ho indossato chissà quante volte la maglia della Juventus, eppure non ho mai avuto il privilegio di scendere in campo a Torino.
Enzo Di Salvia