Una vita di corsa

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Sezione: Pensieri
Articolo inserito il 11 dicembre 2011





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Piedi che corrono

 

Troppo spesso inghiottiti dal vortice della vita si procede con frenesia,  o addirittura, accellerando e perdendo il controllo , ci si ritrova a correre sfrenate maratone. Di corsa ne sapevano certamente molto gli antichi greci, che per percorrere distanze notevoli fra un luogo e l’altro, spesso su sentieri accidentati e proibitivi per i cavalli, si cimentavano in corse di alcune decine di chilometri.

Ricorderete il grande Filippide che nel 490 a.C. , dopo aver assistito alla disfatta dell’esercito persiano da parte degli ateniesi, percorse da Maratona sino ad Atene una distanza di circa 35 Km in poche ore. Filippide fece solo in tempo a gridare ai suoi concittadini : ”Abbiamo vinto !” e morì subito dopo stramazzando al suolo. Forse non tutti sanno che nei giorni precedenti percorse circa 600 km per andare a richiedere a Sparta aiuti proprio contro i persiani che sopraggiungevano. A Sparta si festeggiava una divinità in quei giorni, pertanto la risposta data a Filippide fu negativa. Il poverino, ovviamente di corsa, fece ritorno ad Atene per portare la triste notizia. E pensare che, ironia della sorte, il nome Filippide vuol dire “amico di cavalli”.

Così, per tenere alto il ricordo di questa epica vicenda che vide protagonista il corridore greco, ad ogni olimpiade, a partire da quella del 1896, la prima dell’era moderna, non poté più mancare la gara della maratona.

La distanza da percorrere durante la maratona rimase di 40 km fino al 1908, quando gli inglesi la portarono a 42,195 Km (26 miglia e 385 iarde), perché la distanza dal castello di Windsor fino a Shepherds  Bush, esattamente di fronte al palco reale, corrispondeva a 42,195 Km. Questa misura fu accettata in modo definitivo come distanza ufficiale nel 1924, dopo accese polemiche.

Certo oggi percorrere distanze notevoli durante le maratone è molto più facile, basti pensare ai numerosi punti di ristoro che incontrano i maratoneti durante la gara; gli atleti possono al volo prendere bevande per integrare sali minerali perduti abbondantemente, e in qualche modo trovano così un rapido e benefico sollievo. Sono proprio indispensabili questi punti di ristoro.

Anche per noi , per la vita di ogni giorno, per ogni situazione esiste un posto dove potersi ristorare, sempre aperto, sempre accogliente, dove le limitazioni imposte dal tempo e dallo spazio non hanno accesso. Si, è così che alcuni uomini ci presentano il Signore nella Bibbia. Nelle tue corse, nelle tue maratone trova il desiderio di frenare e fermati da Lui, prova il ristoro ed il vero riposo che può dare al tuo cuore stressato.

Perché correre la tua corsa senza di Lui ? Da quando ho sentito dentro me il suo riposo , come Filippide, ho ora vittorie da annunciare!

 

Enzo Di Salvia

 
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