"Ogni persona sia sottomessa alle autorità superiori; perché non vi è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono sono stabilite da Dio. Perciò chi resiste all´autorità si oppone all´ordine di Dio." Romani 13:1–2
In questo numero ho ritenuto opportuno partire da un versetto in cui c´è poco da interpretare: ogni governo, autorità politica e sociale è stabilita da Dio. Il nostro attuale governo, lo stesso che magari contestiamo per motivi abbastanza legittimi, è voluto da Dio stesso. Questo comporta qualche evidente imbarazzo a prima vista. E, se ci spostiamo geograficamente o cronologicamente, che dire ad esempio dei totalitarismi in Africa o della politica tedesca della prima metà del Novecento? Quale Essere superiore si accollerebbe cosî irresponsabilmente il peso di tutta la costante barbarie di un´ umanità accanitamente recidiva? Nella travagliata storia del popolo d´Israele ci fu un re, il re d´Assiria ai tempi del profeta Isaia, che sconfisse e dominò Israele stesso grazie, o cosî parrebbe, grazie al suo potente ed agguerrito esercito. Egli esclamava: "io l´ho fatto grazie alla forza della mia mano, e alla mia saggezza[...] potente come sono ho detronizzato i re."(Isaia10:13).
Un uomo potente, stabilito come autorità da Dio, aveva portato a termine un suo progetto: aveva sconfitto un altro popolo, acquisendo nuovi sudditi , terre e prestigio.
"Ma quando Il Signore avrà compiuto tutta la sua opera sul monte di Sion e a Gerusalemme, "io" dice il Signore "punirò il re d´Assiria per il frutto della superbia del suo cuore e l´arroganza dei suoi sguardi alteri"."
E´ il profeta stesso, successivamente, a evidenziare efficacemente la vanità dell´atteggiamento del re Assiro:
"La scure si vanta forse contro colui che la maneggia? La sega si inorgoglisce forse contro colui che la muove? Come se la verga facesse muovere colui che l´alza, come se il bastone alzasse colui che non è di legno!" (Isaia 10).
Introdurrò adesso un ultimo e paradigmatico esempio.
"Allora Pilato gli disse "non mi parli? Non sai che ho il potere di liberarti e il potere di crocifiggerti?" Gesù gli rispose "tu non avresti nessuna autorità su di me, se ciò non ti fosse dato dall´alto; perciò chi mi ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa". Da quel momento Pilato cercava di liberarlo..." Giovanni 19:10–12
La autorità politica nella guida di una nazione, che sia scelta dal popolo o da un colpo di stato, non sfugge dallo sguardo e dall´onniscienza divina. Spesso è il popolo stesso ad essere in prima istanza accondiscendente agli uomini che porteranno a terribili misfatti (un esempio: la pulizia etnica in Serbia negli anni 90); spesso è il crudo potere delle armi a chiudere la bocca ad ogni dissenso e critica. Ad ogni modo le responsabilità di un popolo che sceglie e/o di un governante che governa ricadono su sé stessi, se non riconosco quanto è effimera la nostra esistenza e il fulcro stesso attorno a cui ruota l´utopia del "potere specificamente umano". Dio impone all´uomo di rispettare l´autorità, non certamente in maniera acritica, ma sapendo che Egli è in controllo di ogni cosa e saprà punire i governi che non mantengono i patti ed usurpano il luogo assegnatogli a fini personali. C´è solo un´eccezione a questo comandamento che riguardò ad esempio la persecuzione, la Riforma protestante, le chiese Evangeliche della Germania nazista e molte altre vite e collettività:
"Ma, affinché (il Cristianesimo) non si diffonda maggiormente tra il popolo, ordiniamo loro con minacce di non parlare più a nessuno nel nome di costui (Gesù). Ma Pietro e Giovanni risposero loro:"Giudicate voi se è giusto, davanti a Dio, ubbidire a voi anziché a Dio. Quanto a noi non possiamo non parlare delle cose che abbiamo visto e udite"." Atti 4:17–20