La politica dell'auspicio...

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Sezione: Politica
Articolo inserito il 18 novembre 2008





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La politica dell´auspicio...

...osceno.

"Serve una vittima e poi si potranno usare le maniere forti.
Un´efficace politica dell´ordine pubblico deve basarsi su un vasto consenso popolare, e il consenso si forma sulla paura, non verso le forze di polizia, ma verso i manifestanti.
In pratica si tratta di disporre che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino". A questo punto, continua Cossiga, "l´ideale sarebbe che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio un vecchio, una donna o un bambino, rimanendo ferito da qualche colpo di arma da fuoco sparato dai dimostranti: basterebbe una ferita lieve, ma meglio sarebbe se fosse grave, ma senza pericolo per la vita".
"La gente deve odiare i manifestanti". Una situazione che farebbe crescere fra la gente "la paura dei manifestanti e con la paura l´odio verso di essi e i loro mandanti o chi da qualche loft, o da qualche redazione, li sorregge".
"Io aspetterei ancora un po´ – continua Cossiga – e solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell´ordine contro i manifestanti".

Passi scelti da un articolo de "La repubblica" che cita una lettera aperta di Cossiga, ex presidente della repubblica italiana.

Ecco parte della lettera aperta di Cossiga alle forze di polizia statali.

Sono uno studente universitario. Ho partecipato attivamente ai cortei, alle assemblee, alle manifestazioni di questi giorni contro il decreto legge 133 nella città della mia università.
Volevo capire meglio cosa succedeva standoci in mezzo. "Dicono" sia il modo migliore.
Non c´è stato un solo momento di tensione, nessun contatto con le forze dell´ordine, nessun danneggiamento a persone o cose.
Certo, di scontri ce ne sono stati in contesti più ampi (Roma, Milano) ; chi lo vuole negare?
Chi vuole giustificare la violenza di alcuni gruppi di studenti o far tacere ogni informazione a riguardo? Da qui a sperare in qualche omicidio per sedare ogni manifestazione di dissenso però ne passa di strada.
Questa forma mentis del politico di lungo corso ad esser sincero mi sgomenta.
Infondo sospettiamo tutti che l´attitudine del pensiero di molti dirigenti politici vada in quella direzione, ma il palesarlo in maniera cosî ostentata è forse segno che , a quanto pare, se lo possono permettere senza timori.
E noi possiamo permette che ci venga presentata sotto gli occhi, come fosse un teorema, una legge naturale, questa manipolazione dell´opinione pubblica?
Chi di noi non ha un amico, un fratello, un figlio che frequenta l´università?
Chi di noi accetterebbe di leggere questo comunicato sostituendo a "vittima" o "manifestante" il nome di questo suo amico, fratello, figlio. Il proprio.
Non credo di schierarmi politicamente se dico che ci stiamo dirigendo verso qualcosa che si repubblicano ha poco o nulla. Non è un discorso di partiti ma di pensiero.
Arrivare ad "auspicare" la morte per riconquistare il controllo ha del disumano.
Non è politica. E´ barbarie.
Ma non sono qui per criticare o denunciare. Non è mio lavoro e non credo di poter consigliare soggetti migliori o di cui ci si può "auspicare" una non negoziazione dei valori morali. In che mondo stiamo vivendo se ci riduciamo a sperare nella morte come epurazione di ogni spunto di dissenso nel nome di un ordine che, evidentemente, di ordinato ha ormai ben poco.

Qual è , oggi, il tuo concetto di "Speranza" ?
 
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