In ospedale, davanti a quell´uomo con il camice bianco che legge l´ultima radiografia. Alza la testa e ti guarda perplesso, poi dice: <Le resta poco da vivere> Peggio di un pugno nello stomaco. Come una lama arroventata che buca la pelle. Tutti i piani, tutti i desideri, tutti i sogni, si sgretolano in un istante come fossero castelli di sabbia distrutti dalla tempesta dell´oceano. Un cocktail di emozioni esce prepotentemente dalla parte più interna del tuo cervello e non trovi più un senso a ciò che ti circonda.
La diagnosi di morte è uno dei doni più brutti che si possano mai ricevere. La reazione, per quanto soggettiva e differenziata possa essere, ha quasi sempre un andamento comune. Prima piangi per settimane. Poi il dolore si trasforma in rabbia e inzi a prendertela con tutti, persino con le persone a te più care. Infine inizia l´era del menefreghismo e non ti importa più niente ne di te ne di ciò che ti circonda. Tutto fa schifo. Ed è vero. Tutto questo fa schifo e nessuno lo mette in dubbio. Non ho voglia di farti leggere la solita dissertazione psicologica sull´accettazione e l´ottimismo. Non posso neanche dire che comprendo ciò che stai vivendo, perchè mentirei, dato che non ho mai ricevuto una diagnosi simile. Non posso minimamente avvicinarmi al sentimento che si può provare nel ricevere una tale notizia, nel sapere che la propria vita sta finendo. E non posso neanche assicurarti che riuscirai a trovare un senso a tutto questo, anche perchè non è in tuo potere cambiare le cose. C´è però qualcosa che accomuna me e te, che è presente in ogni essere umano. Uomini, donne, bambini o anziani. Tutti hanno un grosso problema con il quale prima o poi si confronteranno: La morte. Molti vivono come se non dovesse mai accadere, a differenza loro forse tu la stai guardando dritta negli occhi. Per quanto la scienza e la medicina possano andare avanti, per quanto il tuo benessere possa migliorare, sei comunque faccia a faccia con la morte. Il tempo a tua disposizione è sempre meno. Forse sei quasi alla fine di questo lungo corridoio e adesso ti ritrovi davanti ad una porta. Magari hai paura che si apra all´improvviso perchè non sai cosa c´è dietro. E non puoi fare niente per cambiare le cose.
Puoi però metterti al sicuro, nelle mani di colui che diversi anni fa ti ha dato la vita, colui che era presente quando sei nato. Puoi metterti nelle mani di colui che in tutto questo tempo ti è stato accanto. Nelle mani di quel Dio che era presente quando da bambino ti facevi male o quando piangevi perchè ti sentivi solo. Nelle mani dello stesso Dio che può cambiare ciò che c´è dietro quella porta, quel Dio che può cambiare te. E ti sta urlando a gran voce di lasciarti cadere in questo letto di grazia e di perdono. Niente meriti, niente ricordi del passato, tutto viene cancellato, e così forse, per la prima volta, puoi guardare in volto la vita e farla tua. Questa è l´unica cosa veramente utile che tu possa fare in questo momento: credere nel suo amore e lasciarti amare. È questa la vera speranza certa che devi lasciar entrare in te.