“Non vale la pena vivere” - Parole come queste per anni hanno risuonato nella nostra testa. Adolescenti, uomini di carriera, donne di famiglia, anziani in pensione. Non c´è uomo sulla terra che almeno una volta nella propria esistenza non abbia pronunciato interiormente, o peggio ancora, urlato al mondo intero queste parole. Non ne vale la pena... Questo è il motivo per cui, nel mondo ogni anno, 800.000 persone volontariamente si tolgono la vita (OMS 2002), una ogni 40 secondi. Questo è il motivo per cui milioni di giovani si buttano a capofitto in corse folli in auto, in droga o nell´alcool mettendo in atto un suicidio definito sub-intenzionale, solo per scacciare questo pensiero. Questo è il motivo per cui miliardi di persone passano notti insonni versando lacrime sui propri cuscini, ruminando pensieri, cercando significati alla propria esistenza. Probabilmente quando avrai finito di leggere questo articolo, 3 persone avranno già chiuso per sempre I loro occhi. Non c´è scopo, non c´è motivo di vivere. Un costante senso di vuoto invade la vita delle persone. Un senso di derealizzazione ci spinge a creare relazioni superficiali. Un desiderio di misticismo ci porta alle religioni più assurde. Soldi e fatiche spese in psicoterapie, farmaci e cure palliative usate come stampelle, cercando di curare un sintomo invece di guarire la malattia. E come ci ricorda Hidegger, in una vita dove l´Io ha perso il mondo, il suicidio è l´unica via per smettere di non essere. Viviamo pensando non vi sia uno scopo apparente alla vita e così ad un certo punto decidiamo di non vivere più. Tutto inizia, tutto cresce, tutto muore.
Tutto qui? (perdonami il gioco di parole) Forse questa è la tua vita, forse questi sono I tuoi pensieri, e come un conosciuto personaggio descritto nella Bibbia, anche tu hai detto: “aspetto la morte che non viene e la ricerco come fosse un tesoro”. Ma proviamo per un attimo a domandarci: Se la morte, invece che una soluzione, si rivelasse essere la scelta più sbagliata della nostra vita? Una scelta che non farebbe altro che peggiorare la nostra situazione? La morte risulterebbe una scelta alla quale è impossibile rimediare, ma che possiamo solo prevenire, e possiamo farlo adesso, così da non essere impreprarati quando essa arriverà, e forse per la prima volta riusciremmo a vivere davvero. Una prevenzione che non si può rifugiare in una religione, una prevenzione che non ha fondamento semplicemente nell´ottimismo, o nel guardare il lato positivo delle cose.
Ma una prevenzione ed un cambiamento che ha il suo fondamento nella vita stessa, una ricerca di senso che sale fino alla sorgente della vita, la dove il respiro e il battito del cuore hanno inizio. E dove la si trova questa sorgente di vita se non in Dio stesso?! Colui che dona la vita. Quindi poniamoci con onestà la seguente domanda: Ho mai permesso a Dio di dare un senso a tutto questo? Forse è arrivata l´ora di permetterglielo, altrimenti questa sofferenza è solo il risultato di una nostra scelta.