Fede come patate
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Articolo inserito il 06 agosto 2009
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Cosa connette un termine cosi imponente e spesso scomodo come fede con uno dei più comuni ed utilizzati frutti della terra? C’è lo spiega un film uscito di recente (2006) che narra la storia (vera) di un coltivatore bianco dalle origini scozzesi ma dall’infanzia africano che decide di credere in Cristo durante una fase abbastanza difficile della propria vita nella terra degli Zulu.
Per un coltivatore il periodo della semina è uno dei momenti più delicati: la scelta dei prodotti da piantare, tenendo in considerazione le condizioni climatiche, le esperienze, lo stato del terreno e i costi è quella che incide più direttamente su raccolta e quindi sui profitti.
Ci sono varie opzioni, alcune dal riscontro più evidente ed altre in cui l’investimento richiede una più alta dose di coraggio.
Ad esempio il granoturco è un frutto che in genere ha bisogno di poco fertilizzante e che rende da quasi subito visibile la sua crescita e i propri frutti all’esterno; diverso è il caso delle patate: il frutto rimane fino alla raccolta celato nel terreno e ciò che c’è di esteriore è spesso solo una piccola piantina secca; inoltre serve molto più fertilizzante e acqua per trovare qualcosa alla stagione opportuna.
Per un imprenditore agricolo sull’orlo del fallimento la scelta più saggia e conservativa può sembrare quella del granoturco, considerando anche la siccità che ha colpito quella zona dell’Africa nei giorni di quella particolare scelta.
Ma…cos’è la fede? Diamo una definizione incrollabile che da ormai secoli resiste ai suoi più disparati e disperati sottrattori :“La fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono” Ebrei 11:1.
Di preciso, quale strano non senso sostiene che una cosa che si spera sia certa?
Ecco: io spero che il medico mi dia la medicina di cui ho bisogno e trasformo la speranza che ho in lui in fiducia o certezza al momento dell’ingerimento della medicina.
Fin qui la convinzione rimane qualcosa di soggettivo, di personale. Si può credere che un asino voli essendone fermamente convinti e non sembrerebbe meno autorevole che accettare la Verità contenuta nella Bibbia, Parola di Dio.
Ma il versetto continua: dimostrazione di realtà che non si vedono!
Una medicina se è efficace ovviamente mostra i suoi effetti, ti guarisce, ti fa stare meglio, a volte può salvarti.
Questo è interessante! Un’azione interiore che non si vede ma che giunge ad inequivocabile evidenza. Questo non è un asino che vola; al massimo è una raccolta di patate. Da una parte la convinzione personale di Dio Creatore, Onnipotente, Onnisciente, Onnipresente che vuole avere comunione con te, la coscienza della Sua Santità e la necessità del perdono dei propri peccati.
Dall’altra l’azione che questa decisione compie nella vita delle persone; ad esempio la trasformazione del protagonista di questa storia, da alcolista a predicatore nel sud Africa.
L’investimento è senza dubbio alto, è un atto di coraggio che spesso non trova riscontri immediati o scontati, ma il raccolto è certo, la pianta darà il suo frutto perché, semplicemente, è stata creata con quello scopo.
Il film ha alcuni tratti un po’ lenti e alcuni eventi che avrei voluto confrontare con il libro scritto a riguardo ma è il messaggio centrale che avevo a cuore di condividere.
Dio pretende da ognuno di noi solo una decisione: credere o non credere.
La Sua Parola rivela ogni giorno le ricchezze della Suo Amore e del Suo piano per l’uomo peccatore. Sta a te prendere posizione con il peso di una non-scelta che equivale a scegliere di non credere. Che tu possa cambiare rotta e portare frutto dimostrando con la tua vita (quale onore) l’Amore perfetto e la Potenza di Dio.
Riporto il link di una sequenza del film:
http://vocechegrida.ning.com/video/fede-come-patate
e sito del film:
http://www.fedecomepatate.com/